Interessante esposizione di documenti a Merate per la mostra “La scuola nel Ventennio 19422-1943” allestita presso la sala civica “F.lli Cernuschi” in concomitanza con le celebrazioni per il 25 aprile
Nella settimana dal 20 al 26 aprile, per celebrare il 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazi-fascismo, presso la sala civica sita in via Fratelli Cernuschi a Merate, è stata allestita una mostra dal titolo “La scuola nel ventennio 1922-1943”. Tale esposizione è stata realizzata grazie al contributo della collettività, ovvero di persone che hanno fornito documenti di parenti (fotografie, pagelle o libri di testo); altro è stato prestato da archivi storici.

Il curatore della mostra è stato il prof. Alberto Magni, ex docente dell’Istituto “Viganò” e storico dell’ANPI, esperto di Resistenza nel Lecchese. L’idea è nata a seguito delle lezioni che Magni ha tenuto in questi anni presso le scuole del territorio, dedicate alla scuola al tempo del Duce: la finalità è quella di informare soprattutto i giovani di come il fascismo operava nella scuola, per poi fare un confronto con la scuola dei giorni nostri.

“La partecipazione di studenti e professori delle scuole medie e superiori è stata numerosa” – ha dichiarato il professor Magni – “Anche i cittadini hanno visitato la mostra”.

Magni ha poi spiegato come il regime fascista indottrinasse la gioventù, insegnando ad essere soldati perfetti per la patria, nonché “sudditi” sottomessi in tutto e per tutto al duce; al contrario, la scuola dei giorni nostri ha il compito di formare lo spirito critico negli alunni, il quale serve per operare le scelte e insegnare la solidarietà.
Il professore ha poi spiegato come mai il 25 aprile è una giornata ancora importante ai giorni nostri, poiché ci insegna a non dare per scontate le libertà di cui godiamo.

Di fronte alla domanda “Le manca la scuola?”, Magni ha affermato che del lavoro in classe sente nostalgia, anche se le attuali generazioni di studenti sono molto diverse da quelle a cui lui ha insegnato. 
Il messaggio che vuole lanciare a chi siede sui banchi è una citazione di Antonio Gramsci: “Istruitevi perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”. La mostra “La scuola ai tempi del fascismo” mi ha proprio colpito perché, seppur avessi già mia idea su come il fascismo usasse l’istruzione come metodo di indottrinamento, vedere foto, documenti, attestati e divise dei Balilla, ovvero i giovani fascisti, mi ha fatto stare male ed ho provato uno strano sentimento di oppressione nel vedere tutte le immagini e nell’ascoltare il racconto del professor Magni sul controllo del regime fascista sulla scuola e sulla popolazione civile.

Ben fatta e completa la mostra, che ha dato ai visitatori esaustive informazioni: mi auguro che possa essere riproposta per raggiungere ed informare più persone possibili.
Giuseppe Badolato, 4^A
